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PILLOLE DI STORIA: SONO PASSATI TRENT’ANNI DALLA FINALE DI COPPA ITALIA CON LA SAMPDORIA

ANCONA – Sono trascorsi trenta lunghi anni da Ancona-Sampdoria, storica finale di Coppa Italia. Al Del Conero, gara uno, si disputò il 6 aprile del 1994. Finì 0-0, ma più di così i dorici di mister Guerini non riuscirono a fare. E fecero davvero tanto, lottando come leoni contro una grande squadra. Riuscendo a sfiorare il gol almeno in un due o tre occasioni. Moltissimo per una squadra che militava in Serie B. In quella serata fredda e ventosa, la vittoria non arrivò ma anche oggi la soddisfazione per aver tenuto testa alla compagine di Gullit è rimasta. Poi certo, nella sfida di ritorno finì male, malissimo a livello di risultato ma quanto è stato bello esserci? I giorni, gli attimi che accompagnarono il grande evento mandò in subbuglio tutta la città. Nell’impianto di Passo Varano il clima era da pelle d’oca, mai il calcio anconetano era arrivato così in alto. Tensione alle stelle, stadio imbandierato, tutti uniti ad incitare la truppa biancorossa. Che aveva un interprete speciale da incoraggiare, il portiere marchigiano Armellini. Il giovane “Demolition” dovette sostituire Nista squalificato. L’estremo difensore ruppe subito il ghiaccio dopo quattro minuti dopo una conclusione di Gullit. C’era anche Mancini che si beccò una bordata di fischi quando chiese un rigore per un contatto in area con Sogliano. I doriani, come logico, presero subito il possesso del centrocampo facendo riferimento su Gullit, guardato a vista dal compianto Mazzarano. L’Ancona, d’altra parte, puntò sul contropiede e all’inventiva del sempre pericoloso Agostini. Nella zona centrale della prima frazione, la Sampdoria sfiorò il vantaggio con l’inglese Platt ma ancora Armellini si fece trovare pronto. Così come l’Ancona: prima pericolosissima con Mazzarano di testa, poi con due sassate di Centofanti respinte da Pagliuca, al tempo numero uno della Nazionale italiana che qualche mese dopo venne eliminata dal Brasile ai rigori al mondiale americano. Quando il portiere blucerchiato sembrava battuto, anche sfortuna per l’Ancona. Colpo di testa di Lupo, palla fuori di un soffio. In quell’istante, i supporter di casa nostra, capirono che quel dannato pallone non pendeva dalla parte dei più deboli. Fu comunque una serata leggendaria.

ANCONA: Armellini; Sogliano, Centofanti, Pecoraro, Mazzarano, Glonek, Lupo, Bruniera (49’Caccia), Agostini, De Angelis, Vecchiola. A disposizione: Raponi, Lizzani, Cangini, Hervatin. All. Guerini

SAMPDORIA: Pagliuca; Dall’Igna, Serena, Gullit, Vierchowood, Sacchetti, Lombardo, Jugovic (68’Invernizzi), Platt, Mancini, Evani. A disposizione: Nuciari, Bucchioni, Amoruso, Bertarelli. All. Eriksson

ARBITRO: Trentalange di Torino

NOTE: Serata fredda e ventosa, terreno in buone condizioni, spettatori 16.871 per un incasso di L.416.346.000. Ammoniti: Sogliano, Centofanti, Dall’Igna.

Duello aereo tra Mazzarano e Gullit